sabato 13 dicembre 2014

OGGETTI SMARRITI

Oggetti smarriti: un tappo di bottiglia con una data ed un ti amo, un post-it che avrei dovuto trovare chissà quando e che invece scopro ora…un elastico per capelli che usavi come un bracciale, dei profumi che sono di Bologna ma che senza un motivo apparente io collego a qualcuno o a qualcosa…
Eppure ero convinta di aver fatto sparire tutto!
Così dimenticare sembra la cosa più facile del mondo, ma diventa la più difficile ogni volta che uno di questi oggetti decide di comparire.
Sembra che lo facciano di proposito ogni volta uno di loro si fa trovare proprio quando comincio a pensare che voltare pagina è un gesto e che ci vuole poco a passare ad un altro capitolo del libro.
Oggetti smarriti: i pacchetti di sigarette ormai vuoti che non so perché non mi decido a buttare, quell’accendino che ha finito il gas proprio su questo balcone quando c’eri tu, una maglia sgualcita, un foglio pieno di inchiostro e parole perdute…
Io! Io sono l’oggetto più smarrito di tutti, un bimbo sperduto che Peater Pan ha dimenticato durante la sua ultima avventura sulla Terra e la mia stella quella per l’isola proprio non la riesco a trovare.
Mi sono persa per tutte le volte che ho perso, per ogni volta che ho detto un si e avrei dovuto dire no..
Sono l’orario di una sveglia che mi dimentico di aggiornare, la pagina di un calendario che è rimasto indietro di mesi, forse di anni…

Così non posso fare altro che osservare gli oggetti smarriti che riempiono i miei spazi, quel disco di vinile, un’audio cassetta smagnetizzata, un plettro  con il simbolo della pace disegnato sopra..e tutto il tempo del mondo per continuare a perdermi ed unirmi ad altri oggetti che come me qualcuno andandosene ha lasciato qui…

giovedì 11 dicembre 2014

Il maestro e un sogno

10/12/2014 Ore 18:00 arrivo in sala Sabat Mater dell'ARCHIGGINASIO di Bologna.
L'agitazione che ho addosso me la porto da giorni, da un momento all'altro Roberto Vecchioni varcherà la soglia per presentare il suo ultimo libro "IL MERCANTE DI LUCE".
La sala è piena di gente di tutte le età, io stò seduta con il libro ed il mio disco nella tasca immaginando sensazioni ed emozioni, ma è solo più tardi che capisco che certe cose non le puoi immaginare che vivere è molto più forte di un disegno tracciato dalla mente.
Roberto Vecchioni ho avuto modo di vederlo in concerto a Potenza, in quell'occasione ho avuto modo di apprezzare l'uomo di palco  questa volta invece ho conosciuto l'uomo.
Lui arriva si siede e dopo l'applauso dei presenti comincia a parlare, la sua voce trasmette la passione, ho visto un uomo innamorato delle parole, della loro storia capace di far innamorare chi lo ascolta proprio delle parole che pronuncia.
Alla sua domanda volete chiedermi qualcosa? Qualcuno ha risposto "LA PREGO CI PARLI ANCORA".
Professore nella vita come nell'animo, attenzione non un attoruncolo da cattedra, ma un uomo capace di incuriosire le menti con l'intensità della voce e la forza degli argomenti.
Poi è arrivato il momento, la presentazione si è conclusa ed io mi sono messa lì in fila con il mio libro da far autografare e quel disco che ancora non sapevo che sarei riuscita a regalargli.
Certe emozioni non si possono descrive.
IL PROFESSORE ha svegliato la mia mente che da un pò non era interessata più a conoscere, ha riempito il mio cuore con i suoi occhi lucidi, con la sua voce calda con quel modo tutto personale di gesticolare per dar forza ai concetti espressi.

" A Chiara e a Papà Dario" questo ciò che la mia bocca ha saputo pronunciare lui alza lo sguardo e si emoziona mi guarda e mi chiede<< Papà Dario?>> la mia voce trema e dice soltanto << SI! A me e mio padre, se non si offende vorrei regalarle il mio disco>>.
Lui mi sorride << Certo che non mi offendo>> mi firma il libro lascia la penna e mi stringe la mano, subito dopo toglie il mio disco dal tavolo e lo infila nella borsa.
Il libro parla di un padre e di un figlio dedicarlo a mio padre mi è sembrata la cosa più logica da fare. è mio padre che mi ha trasmesso l'amore per la musica, sempre lui mi ha fatto conoscere IL PROFESSORE.
In quei pochi secondi tutto il mio mondo ha subito una scossa, ho vissuto dietro un alone di atmosfera onirica.
Avevo timore che l'uomo si differenziasse dall'artista ed invece ho scoperto che in Roberto Vecchioni non ci sono fratture, l'uomo, il professore, lo scrittore, il cantautore sono la stessa persona vestita di umiltà e coerenza forte del suo amore per ciò che fà e di quel sapere che lo rende unico.
Oggi sono qui a trascrivere un momento e a rendermi conto che forse non ne sono capace, ma ci provo lo stesso.
Ho sognato questo incontro sin dalla mia prima nota, noi siamo il risultato quello che ascoltiamo, nella mia musica c'è tanto di lui che in un certo senso è stata la mia scuola sicuramente rappresenta il livello che vorrei tanto raggiungere come cantautrice,ma anche come persona.
Ho bevuto le sue parole sin dall'infanzia ,ma solo adesso sento di averlo assaggiato davvero. 
Questo incontro mi ha dato una carica pazzesca e già nuove canzoni hanno cominciato a scorrermi nella mente.
Così sono orgogliosa di essere una fan di quest'uomo.  Non dimenticherò quello che ho imparato, che la disperazione non esiste, che c'è sempre una luce da seguire, che la vita dà e toglie,ma che alla fine quello che dà bisogna tenerlo stretto.
NON IMPORTA QUANTO SI VIVE, MA CON QUANTA LUCE DENTRO..

Nessun male, nessun limite può davvero limitare un uomo che ha un sogno, lui è rimasto il ragazzo che sogna io sono la ragazza che ha imparato a sognare attraverso i racconti dei suoi sogni....


sabato 6 dicembre 2014

cammino carponi

Vuoto di senso senso di vuoto...
Battiato qualche volta mi toglie le parole di bocca, e così anche io penso di essere quello che io voglio,ma di non sapere quello che io sono...
Ultimamente sò sempre di meno, mi sembra di girare in tondo e di muovermi carponi.
All'improvviso tutto ciò che mi sembrava una priorità mi sembra irrilevante, nessuna notizia bella o brutta che sia riesce più a scalfirmi..e lo sò che ci sono delle fasi apatiche nella vita di ognuno eppure la mia non è semplice apatia.
E' proprio  vuoto e pur cercando un senso non riesco a darmene uno.
Ecco il problema..non trovo un senso.
La verità è che chi dice che l'importante non sia vincere ma partecipare non ha capito nulla.
Vincere è importante perchè a furia di perdere poi si finisce con il non voler combattere più...
Ho perso tanto,ho perso tempo, persone, occasioni, treni, autobus...la vita toglie e dà...mi guardo dentro e mi rendo conto che molte delle cose che ho perso non mi mancano o sono recuperabili, alcune, forse le più importanti invece non torneranno più...
Vorrei abbracciare più spesso quella persona, passare più tempo con quell'amica, parlare più chiaramente in quell'occasione, giocare diversamente quelle carte, rischiare di più a quel provino...
Vorrei riavvolgere il nastro e non perdermi i compleanni di mio fratello, far capire ai miei che sono stati i genitori migliori che potessi augurarmi, ricucire quel rapporto perso per una lite che neanche ricordo, riaprire la porta che ho tenuto serrata quando quel vecchio amore è venuto a bussare...
Vorrei aver prestato più attenzione a quell'ultima telefonata,tornare a quel caffè che ho bevuto di fretta perchè pensavo che poi c'è ne sarebbero stati mille altri...
Vorrei aver detto a chi non può tornare almeno un ti voglio bene, aver fatto un pò di più per salvare quella storia, aver rispettato meno gli spazi altrui seguendo di più le mie volontà,aver rinunciato più spesso a questo maledetto orgoglio che continua a vestirmi come un mantello..
No non è il solito discorso del banale " vivi ogni momento come se fosse l'ultimo"...anche se poi certi momenti sono gli ultimi e bisognerebbe rendersene conto in tempo...
Sono qui in questa stanza e davanti a me scorrono tutti gli appuntamenti che ho mancato, tutte le cose che ho vissuto come scontate e che invece non erano scontate neanche un pò...
Il tempo dice Vecchioni non si innamora due volte dello stesso uomo, non lo riavvolgi, non lo recuperi e così quel che è perso è perso.
Sempre più spesso avrei voglia di stoppare tutto e mettermi a gridare, ma poi non lo faccio, resto in silenzio a contemplare tutte le sconfitte...
Cerco il senso dell'aver perso e mi rendo conto che anche certe vittorie, vittorie poi non erano...
Tristano diceva: " NON SO' SE LA VITA E' PIU' FORTE DELL'AMORE, MA L'AMORE E' PIU' FORTE DI TUTTO".
Io penso che la vita e la morte giochino a scacchi con i nostri destini servendosi delle più svariate forme d'amore...
Qualche volta penso che siamo solo i personaggi di uno show trasmesso per il gaudio di forze superiori e mi piacerebbe conoscere lo sceneggiatore e forse lo manderei a quel paese.
Perchè in fondo un vaffanculo è come il nero ti snellisce e stà bene su tutto...
Quindi mi concentro su questo film di promesse disattese e spero che da questa presa visione possa cambiare  un pò la trama del mio personaggio ..
Così non grido, non parlo, non canto, non sogno...scrivo di quel che non sò vivere e scelgo di camminare anche carponi, anche girando in tondo perchè mi sento persa, ma spero ancora di ritrovarmi...


venerdì 21 novembre 2014

il mare di piazza Verdi

Il chiacchiericcio sembra quasi un fiume che scorre e si perde nel mare di gente che occupa la piazza, grida, risate, accenni di canzoni… le luci calde e tenui accompagnano volentieri i pensieri scanditi da un denso fumo grigio che lasci uscire dalla bocca, un pakistano ti offre birra fredda recuperata da uno zainetto gelosamente custodito da un cassonetto dell’immondizia.
Non ci badi, non lo senti, qualcuno risponde per te.
Tabacco, erba, birra vino…  gente, anime giovani, anime fragili così amabilmente omologate nell’ostentare un’ assenza di omologazione.
Qualcuno si sofferma sulla scritta di un murales sfoggiando la filosofia dell’ultima ora, quella genuina delle serate in compagnia, quella utopistica tipica di quei momenti in cui si beve o fuma insieme.
Tu non ci badi, tu non fai caso a niente, goccia di questo mare, eppure goccia, diversa fra tutte le altre gocce… il tuo sguardo è perso in un punto che non riesco a definire, ci vorrei arrivare a quel punto, per un attimo vorrei capire cosa guardi, perché è bello vederti mentre lo guardi ,consapevole che il panorama ti appartiene è una visione solo tua è il tuo filo di pensiero…
Ti osservo coglierlo e assaporarlo.
L’attimo si consuma ti giri e sorridi alla battuta di un amico.
Adesso sei una goccia che somiglia ad altre gocce e per un momento condividere il tuo attimo mi ha reso parte delle tua diversità….

Mi volto e cerco il mio filo di pensiero, adesso sono goccia similmente somigliante a queste gocce che riempiono il mare di Piazza Verdi.

lunedì 17 novembre 2014

C'era una volta...

Una volta c’erano le favole,
c’era un posto dove i buoni non potevano perdere, dove una fata correva in soccorso a stravolgere il finale, un posto fatto di magia e morti apparenti, di tragedie sfiorate, ma mai irrimediabili, il luogo del rimedio.
Una volta c’erano le favole ed il bello delle favole era il lieto fine.
Poi si cresce e le favole cominciano a svanire, i buoni spesso perdono ed i cattivi spesso non sono poi così cattivi come sembrano, non ci sono cavalieri che ci proteggono dai mostri ed i mostri hanno imparato ad avere l’aspetto del vicino di casa, del fidanzato o dell’amico di sempre.
Le fate sono andate in pensione ed i messaggeri non giungono a corte correndo sul proprio ronzino più che altro adesso si servono di gelidi display dai suoni tutti uguali.
E così quando perdi qualcuno lo perdi per sempre, perché qui a differenza delle favole Ade non concede seconde possibilità.
Abbiamo Dio, ma forse qualche volta Dio è distratto perché se c’è di sicuro in certi posti a certe ore proprio non si fa trovare.
A noi piacevano le favole.
Quelle di sempre e quelle che spesso inventavamo.
Oggi vorrei poter pensare che esistono ancora le favole  e che presto qualcuno verrà a stravolgere tutto e a darci un lieto fine.

Oggi, più di ieri più di domani, più di sempre vorrei che ci fossero le favole…